La scienza cerca da tempo di scoprire gli ingredienti dell’elisir di lunga vita, inteso non come la leggendaria pozione magica, ma come quell’insieme di fattori ambientali che incidono positivamente sull’invecchiamento e sulla longevità.
Il percorso della vita, infatti, non è plasmato solo dal patrimonio genetico: numerose influenze ambientali e sociali contribuiscono a modellare l’espressione genica e la suscettibilità alle malattie attraverso diversi meccanismi biologici.
Per comprendere quali fattori possono promuovere una vita lunga e in salute, da tempo l’attenzione dei ricercatori si è concentrata sulle cosiddette “zone blu”, aree geografiche in cui la popolazione mostra livelli di longevità eccezionale, come per esempio l’isola di Okinawa in Giappone, la Sardegna, l’isola di Ikaria in Grecia, la penisola di Nicoya in Costa Rica, Loma Linda in California e l’isola caraibica della Martinica. A queste è stato aggiunto di recente anche il Cilento, che insieme ad altre zone blu è stato oggetto di studio con lo scopo di identificare quei fattori protettivi comuni che possono promuovere un invecchiamento più sano.
I fattori che proteggono l’invecchiamento: ambiente, dieta, attività fisica e relazioni sociali
Analizzando gli studi pubblicati finora riguardanti l’influenza delle esposizioni ambientali sull’invecchiamento, i ricercatori hanno individuato alcuni elementi chiave che contribuiscono a un invecchiamento di successo nelle aree ad alta longevità.
In particolare, nonostante le differenze geografiche e culturali delle varie aree prese in considerazione, sono emersi fattori protettivi comuni che, nel loro insieme, migliorano la durata della vita e la salute. Tra questi rientra l’esposizione prolungata ad ambienti naturali ricchi di biodiversità (come foreste, parchi, zone costiere e regioni montuose), che è risultata associata a livelli di stress più bassi, migliore funzione cardiovascolare e a risposte immunitarie potenziate. Inoltre, il contatto con la natura favorisce sia il benessere mentale e l’impegno sociale, riducendo i rischi di ansia, depressione e declino cognitivo, sia una maggiore diversità del microbiota intestinale (la comunità di microrganismi che risiedono nell’intestino), che migliora l’equilibrio immunitario e riduce le malattie infiammatorie.
A contribuire alla longevità è anche l’adesione a una dieta mediterranea o a un regime alimentare a base vegetale ricco di polifenoli e probiotici, in quanto favoriscono la salute cardiovascolare, supportano la salute metabolica e attenuano i danni correlati all’invecchiamento. Inoltre, favoriscono la salute intestinale e una composizione ottimale del microbiota, riducendo così l’infiammazione cronica di basso grado che tipicamente si sviluppa con l’avanzare dell’età e che accelera processi come il declino cognitivo.
Da non sottovalutare anche l’esercizio fisico regolare, in quanto riduce il rischio di malattie croniche, preserva l’indipendenza funzionale, migliora la funzione cardiovascolare, mantiene la massa muscolare, aumenta la densità ossea e ottimizza la salute metabolica. In particolare, le attività aerobiche (come camminare, nuotare, andare in bicicletta) promuovono l’efficienza cardiovascolare, mentre l’allenamento di forza aiuta a prevenire la sarcopenia (perdita di massa muscolare) e l’osteoporosi.
L’esercizio fisico svolge un ruolo cruciale nel favorire il benessere mentale e l’interazione sociale, che risulta particolarmente solida nelle zone blu e nel Cilento.
Infine, nelle aree prese in esame sono state osservate pratiche culturali e spirituali che sostengono la salute mentale, facilitano la gestione dello stress e promuovono la resilienza psicologica, ovvero la capacità di adattarsi e riprendersi dalle avversità.
Fonti
Aliberti SM, Capunzo M. The Power of Environment: A Comprehensive Review of the Exposome’s Role in Healthy Aging, Longevity, and Preventive Medicine-Lessons from Blue Zones and Cilento. Nutrients. 2025 Feb 18;17(4):722. doi: 10.3390/nu17040722. PMID: 40005049; PMCID: PMC11858149.