Con il termine “asse intestino-cervello” ci si riferisce a quella rete di nervi che collega cervello e intestino e invia segnali in entrambe le direzioni. Il sistema nervoso lavora inoltre a stretto contatto sia con il sistema endocrino, che produce ormoni che segnalano aspetti come fame, sazietà e stress, sia con il sistema immunitario per rispondere in modo adeguato a disturbi intestinali.
A giocare un ruolo fondamentale nell’asse intestino-cervello è il microbiota intestinale. I microbi intestinali producono o aiutano a produrre molti dei neurotrasmettitori chimici che trasmettono i messaggi tra intestino e cervello, oltre ad altre sostanze che possono influenzare il cervello attraverso il flusso sanguigno. A loro volta, cervello e intestino possono influenzare il microbiota modificando l’ambiente intestinale.
Nell’ultimo decennio è cresciuto l’interesse per il meccanismo con cui il microbioma intestinale modula la funzione cerebrale e sulla possibilità di ottenere nuove conoscenze sui fattori che influenzano la salute mentale.
Il ruolo del microbiota intestinale
Sono numerosi gli studi secondo i quali diversi disturbi psichiatrici caratterizzati da emozioni negative frequenti e intense (come depressione o ansia) sono spesso accompagnati da alterazioni del microbiota intestinale. Inoltre, è stato osservato che pazienti con queste condizioni condividono pattern simili di alterazione del microbiota intestinale, inclusa la riduzione di batteri antinfiammatori e l’arricchimento di batteri proinfiammatori.
Le ricerche esistenti non hanno però considerato che disturbi definiti “subclinici”, come per esempio la tendenza a sperimentare emozioni negative, sono più comuni rispetto ai veri e propri disturbi psichiatrici.
Un recente studio ha quindi esaminato in un gruppo di donne sane se sperimentare emozioni positive o negative fosse associato alla composizione del microbiota intestinale e ai suoi pathway metabolici. Dai dati raccolti è emerso che le emozioni positive sono inversamente correlate ai livelli di specifici batteri intestinali, mentre quelle negative sono associate a un aumento dell’abbondanza delle stesse specie. Inoltre, le emozioni negative sono risultate inversamente correlate ai pathway metabolici coinvolti nella sintesi del pantotenato (la forma ionica dell’acido pantotenico, ovvero la vitamina B5) e dell’adenosina.
Questi dati confermano precedenti studi, secondo i quali l’adenosina sembra avere effetti benefici sulla sintomatologia depressiva e un’assunzione moderata di acido pantotenico sembra essere associata a minori probabilità di sperimentare sintomi d’ansia.
Nel complesso, questi risultati mettono dunque in evidenza una possibile correlazione tra il funzionamento emotivo e il microbiota intestinale.