La principale fonte di energia del nostro corpo è rappresentata da uno zucchero, il glucosio: introdotto con l’alimentazione, viaggia nel sangue e, grazie all’aiuto dell’insulina, entra nelle cellule per fornire loro il carburante di cui necessitano. È facile comprendere, quindi, che, quando la quantità di glucosio nel sangue (glicemia) è eccessivamente ridotta, il nostro organismo, come un’auto senza benzina, rischia di non funzionare correttamente. In questi casi si parla di glicemia bassa o ipoglicemia. Scopriamo insieme perché possono verificarsi episodi di ipoglicemia, come riconoscerne i segnali e come intervenire per evitare conseguenze serie.
Che cos’è l’ipoglicemia: definizione e soglie di riferimento
Con il termine medico ipoglicemia si identifica una condizione di glicemia troppo bassa per consentire il normale funzionamento dell’organismo, ovvero quando la concentrazione di glucosio nel sangue a digiuno scende al di sotto dei valori normali, che sono compresi tra 70 e 100 milligrammi/decilitro (mg/dl).
Sostanzialmente, quindi, si parla di ipoglicemia in presenza di valori inferiori a 70 mg/dl di glucosio nel sangue. In tale condizione le cellule dell’organismo non sono in grado di produrre energia per svolgere correttamente le loro funzioni. Segni e sintomi dell’ipoglicemia, però, possono in alcuni casi manifestarsi solo quando i livelli di glucosio ematici scendono ulteriormente, al di sotto di 55 mg/dl.
Le principali cause dell’ipoglicemia
Il glucosio introdotto con l’alimentazione riesce, grazie all’azione dell’ormone insulina prodotto dal pancreas, ad entrare nelle cellule del nostro corpo e a diventarne carburante fondamentale. Chi soffre di diabete di tipo 1 non produce insulina: ciò determina un accumulo di glucosio nel sangue, che raggiunge quindi livelli pericolosamente alti (iperglicemia). In questi casi si interviene quindi con una terapia a base di insulina che ha l’obiettivo di abbassare la glicemia e mantenerla nel range di normalità. Una dose eccessiva di insulina, come si può intuire, può però causare una sproporzionata riduzione della glicemia, fino a determinare l’insorgenza di crisi ipoglicemiche. Non solo: nei soggetti diabetici, l’ipoglicemia può verificarsi anche quando, pur avendo assunto la dose corretta dei farmaci, si mangia meno e/o si pratica più esercizio fisico del solito.
Nei soggetti non affetti da diabete, l’ipoglicemia è più rara; in questo caso episodi di ipoglicemia possono essere causati da diversi fattori, tra cui:
- assunzione accidentale di farmaci ipoglicemizzanti per il diabete;
- assunzione di farmaci che, come effetto collaterale, possono causare ipoglicemia, soprattutto se assunti da bambini o da soggetti con insufficienza renale (ad esempio il chinino, usato per il trattamento della malaria)
- consumo eccessivo di alcolici, soprattutto a digiuno, che può impedire al fegato, in cui sono immagazzinate riserve di glucosio sotto forma di glicogeno, di rilasciare lo zucchero nel sangue
- condizioni di malnutrizione o fame prolungata (anche dovute a disturbi alimentari come l’anoressia nervosa)
- eccessiva produzione di insulina da parte dell’organismo, dovuta in genere a forme tumorali (come l’insulinoma, un raro tumore del pancreas)
- patologie che determinano una carenza degli ormoni che regolano la produzione o il metabolismo del glucosio (come patologie a carico del surrene, tra cui la malattia di Addison, o dell’ipofisi o carenza di ormone della crescita)
- presenza di infezioni gravi o di malattie del fegato, dei reni, del cuore o della tiroide e in stadio molto avanzato
- interventi chirurgici che interferiscono con la normale funzionalità digestiva (come il bypass gastrico), che possono determinare una forma di ipoglicemia che si manifesta dopo i pasti, detta ipoglicemia reattiva o postprandiale.
Sintomi dell’ipoglicemia:come riconoscere un episodio
Quando la glicemia comincia a scendere al di sotto di 70 mg/dl, normalmente l’organismo attua una serie di risposte con l’obiettivo di contrastare l’eccessiva diminuzione del glucosio nel sangue.
Tra questi meccanismi rientra il rilascio dell’ormone che entra in gioco in risposta a eventi stressanti per preparare il nostro corpo alla “lotta” o alla “fuga”, ovvero l’adrenalina.
I sintomi tipici dell’ipoglicemia sono diversi e possono comprendere:
- tremori
- pallore
- palpitazioni
- sensazione di ansia, irritabilità, stordimento o confusione
- vertigini
- sudorazione
- brividi
- fame
- nausea
- sonnolenza
- debolezza
- visione offuscata
- mal di testa
- problemi di coordinazione
- parestesie (formicolii), soprattutto a labbra, lingua e guance.
Inoltre, in alcuni casi possono manifestarsi convulsioni e, in casi molto gravi, anche perdita di coscienza. Infine, se l’ipoglicemia si verifica durante il sonno, possono verificarsi eccessiva sudorazione, disturbi del sonno, sensazione di stanchezza e confusione al risveglio.
In particolare, nelle persone diabetiche, soprattutto se la malattia è presente da tempo e dopo ripetuti episodi di ipoglicemia, si può sviluppare una cosiddetta “inconsapevolezza della glicemia”: si può cioè non avvertire alcun sintomo iniziale nonostante il calo glicemico. Come si può intuire, tale condizione espone al rischio di gravi conseguenze, perché si può arrivare a perdita di coscienza senza alcun preavviso. In questi casi può essere prezioso avvalersi del monitoraggio continuo del glucosio che rileva, con piccoli sensori applicabili sull’addome o sul braccio, un’eventuale glicemia bassa anche quando non viene percepita.
Soggetti diabetici, però, possono presentare avvisaglie ipoglicemiche anche a livelli di glicemia più alti rispetto a quelli in cui normalmente si mostrano i sintomi. Questo può accadere quando le concentrazioni di glucosio nel sangue sono molto alte e scendono rapidamente o se si hanno livelli di glucosio elevati per un lungo periodo di tempo e li si riporta poi alla normalità.
Proprio perché i sintomi possono variare da persona a persona, è importante imparare a riconoscere i possibili segnali di una crisi ipoglicemica e annotare tutto ciò che si avverte dopo un calo glicemico. Allo stesso modo può essere consigliabile comunicare alle persone più vicine (come amici, familiari, colleghi) i segnali da tenere d’occhio, in modo che possano intervenire in caso di ipoglicemia grave.
Ipoglicemia lieve, moderata e grave: differenze e rischi
L’ipoglicemia può essere classificata come:
- lieve o di livello 1
- moderata o di livello 2
- grave o di livello 3.
L’ipoglicemia lieve è quella in cui la concentrazione di glucosio nel sangue è compresa tra 70 e 54 mg/dl.
Si parla invece di ipoglicemia moderata quando si rileva una concentrazione di glucosio nel sangue inferiore a 54 mg/dl. Questa è la soglia alla quale iniziano generalmente a manifestarsi i sintomi e richiede un’azione immediata per risolvere le crisi ipoglicemiche. Se un individuo presenta ipoglicemia di livello 2 senza la comparsa di sintomi evidenti, è probabile che non ne sia consapevole.
L’ipoglicemia di livello 3 è un evento grave caratterizzato da uno stato mentale e/o fisico alterato, tale da richiedere l’assistenza di un’altra persona. La crisi ipoglicemica grave può manifestarsi con confusione, marcata debolezza, svenimento o perdita di coscienza così intensi da non consentire alla persona che ne soffre di aiutarsi da sola. In questa fase i trattamenti convenzionali per la glicemia bassa risultano inefficaci. Se non trattata tempestivamente, può causare danni cerebrali o ad altri organi, fino alla morte.
Quando rivolgersi al medico e fare una valutazione specialistica
Se si hanno sintomi riconducibili a un calo glicemico e non si soffre di diabete, è consigliabile rivolgersi quanto prima al proprio medico curante per determinarne le possibili cause e individuare il trattamento più appropriato.
Chi soffre di diabete dovrebbe rivolgersi al proprio medico diabetologo se si verificano ripetuti episodi di ipoglicemia, per valutare un’eventuale modifica del piano terapeutico. Ė consigliabile, inoltre, parlare con lo specialista anche di eventuali sintomi ipoglicemici che compaiono nonostante la glicemia abbia raggiunto i livelli previsti come obiettivi terapeutici.
Fonti
- https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/i/ipoglicemia
- https://www.mayoclinic.org/diseases-conditions/hypoglycemia/symptoms-causes/syc-20373685
- https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK534841/
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38078586/
- https://diabetes.org/living-with-diabetes/hypoglycemia-low-blood-glucose/symptoms-treatment
- https://diabetes.org/living-with-diabetes/hypoglycemia-low-blood-glucose/severe
- https://www.mayoclinic.org/diseases-conditions/hypoglycemia/diagnosis-treatment/drc-20373689