Uno stile di vita sano è fondamentale per la prevenzione e la gestione del diabete di tipo 2. Tra le buone abitudini, in particolare, sono cruciali un’alimentazione di qualità e la gestione del peso. Tuttavia, la maggior parte degli adulti nei Paesi occidentali ad alto reddito non aderisce alle raccomandazioni nutrizionali, in particolare per quanto riguarda la qualità dei grassi alimentari e l’assunzione di fibre, verdura e frutta.
Diversi studi hanno dimostrato che la qualità della dieta non dipende solo da scelte consapevoli, ma può essere influenzata da specifici comportamenti alimentari, come per esempio:
- la restrizione cognitiva, ovvero la cosciente limitazione nell’assunzione di determinati alimenti per tenere sotto controllo il peso corporeo;
- l’alimentazione incontrollata, caratterizzata da una perdita di controllo che porta a esagerare con il cibo;
- l’alimentazione emotiva, che usa il cibo per gestire le emozioni.
L’alimentazione incontrollata e quella emotiva sono entrambe associate a una fame impulsiva e guidata dalle emozioni, una sorta di “fame nervosa”, in cui le scelte alimentari sono spesso automatiche o motivate dalla ricerca di conforto.
Vista l’importanza dell’alimentazione e della perdita di peso nella gestione della glicemia, uno studio finlandese, i cui risultati sono stati recentemente pubblicati, ha voluto indagare in particolare come i comportamenti alimentari e il consumo di cibo cambino negli uomini prediabetici over 50 sottoposti a uno specifico intervento sullo stile di vita adottato per ridurre il rischio di progressione verso il diabete di tipo 2.
Nello studio sono stati coinvolti 368 uomini con prediabete, condizione caratterizzata da un anomalo metabolismo dei carboidrati che determina alterati livelli di glicemia, senza però superare le soglie per la diagnosi di diabete. I soggetti, in sovrappeso o obesi, avevano un’età compresa tra 50 e 75 anni e partecipavano alla ricerca T2D-GENE, che ha valutato gli effetti di un intervento sullo stile di vita della durata di 3 anni. L’intervento era incentrato su dieta ed esercizio fisico per la prevenzione del diabete di tipo 2 ed includeva anche sessioni di gruppo finalizzate a motivare i partecipanti e ad accrescere la consapevolezza sui benefici di uno stile di vita sano. Era previsto, inoltre, l’utilizzo di un sito web dedicato alla condivisione di materiale e alla discussione virtuale tra i partecipanti e i nutrizionisti clinici.
In particolare, i partecipanti sono stati invitati a seguire una dieta conforme alle raccomandazioni nutrizionali nordiche e finlandesi, che prevedeva il consumo giornaliero di almeno 500 g di verdura, frutta e bacche e di almeno 35 g di fibre. L’apporto energetico avrebbe dovuto derivare per il 45-60% dai carboidrati (di cui meno del 10% da saccarosio) e per il 25-40% dai grassi, includendo il 10-20% di acidi grassi monoinsaturi, il 5-10% di polinsaturi, meno del 10% di saturi e almeno l’1% di omega-3. Inoltre, ai partecipanti è stato raccomandato di non aumentare di peso nel corso dei tre anni o, se in sovrappeso o obesi, di ridurlo.
Nel corso dei tre anni, l’assunzione alimentare e i tratti del comportamento alimentare sono stati valutati in cinque momenti distinti, rispettivamente attraverso un diario alimentare compilato dai partecipanti e un apposito questionario. I risultati hanno evidenziato cambiamenti significativi: è aumentata la restrizione cognitiva (il tratto più diffuso tra i partecipanti) mentre l’alimentazione incontrollata e quella emotiva sono diminuite.
Sono stati osservati anche miglioramenti nella dieta, mantenuti per tutti i 3 anni, senza variazioni nell’apporto energetico totale. Questo suggerisce un cambiamento stabile nella qualità dell’alimentazione piuttosto che nella quantità. In particolare, è aumentata l’assunzione di alimenti ricchi di fibre, latticini a basso contenuto di grassi, verdura, frutta e bacche, prodotti integrali, alimenti a base di olio vegetale e pesce; al contrario, è diminuito il consumo di cibi ricchi di grassi saturi, latticini grassi, burro e creme spalmabili contenenti burro, alimenti ad alta densità energetica, sia dolci sia salati, e bevande alcoliche.
I ricercatori hanno inoltre osservato che i cambiamenti nei tratti del comportamento alimentare erano associati a quelli dietetici. In particolare, la riduzione dell’alimentazione incontrollata è stata associata a una diminuzione del consumo di dolci e cioccolato, mentre la riduzione dell’alimentazione emotiva è stata correlata a un maggior consumo di verdura, frutta e bacche e a una lieve riduzione dell’assunzione di formaggi grassi.
Nel complesso, i risultati di questo studio finlandese suggeriscono quindi che, negli adulti over 50 prediabetici, strategie di prevenzione mirate a ridurre la fame nervosa possano favorire, indipendentemente dall’indice di massa corporea, anche cambiamenti dietetici favorevoli alla prevenzione del diabete di tipo 2, come l’aumento del consumo di verdura, frutta e bacche e la riduzione del consumo di dolci. Tuttavia, gli stessi autori sottolineano la necessità di ulteriori studi, per chiarire meglio la relazione tra riduzione della fame nervosa e modifica della dieta, nonché per definire le strategie di intervento più efficaci sui comportamenti alimentari incontrollati ed emotivi.
Fonti
- Koivu N, Lankinen M, Schwab U. Changes in eating behavior traits and diet in older prediabetic men during a 3-year lifestyle intervention. Eur J Nutr. 2026 Mar 5;65(3):80. doi: 10.1007/s00394-025-03876-7. PMID: 41784807; PMCID: PMC12963192.
- Nuha A. ElSayed, Grazia Aleppo, Vanita R. Aroda, Raveendhara R. Bannuru, Florence M. Brown, Dennis Bruemmer, Billy S. Collins, Marisa E. Hilliard, Diana Isaacs, Eric L. Johnson, Scott Kahan, Kamlesh Khunti, Jose Leon, Sarah K. Lyons, Mary Lou Perry, Priya Prahalad, Richard E. Pratley, Jane Jeffrie Seley, Robert C. Stanton, Robert A. Gabbay; on behalf of the American Diabetes Association, 2. Classification and Diagnosis of Diabetes: Standards of Care in Diabetes—2023. Diabetes Care 1 January 2023; 46 (Supplement_1): S19–S40. https://doi.org/10.2337/dc23-S002
- Schwab U, Lankinen M, Laakso M. Effect of lifestyle intervention on the risk of incident diabetes in individuals with impaired fasting glucose and low or high genetic risk for the development of type 2 diabetes in men: a T2D-GENE trial. Food Nutr Res. 2021 Sep 23;65. doi: 10.29219/fnr.v65.7721. PMID: 34650392; PMCID: PMC8494262.