È ormai ben noto che lo stress nelle sue diverse forme, come per esempio lo stress lavorativo, l’isolamento sociale e il disordine da stress post-traumatico, può favorire lo sviluppo di malattie cardiovascolari. Sono diversi i meccanismi chiamati in causa e tra questi rientrano, per esempio, l’aumento della frequenza cardiaca e della pressione del sangue.
Di recente, uno studio condotto da un gruppo di ricercatori giapponesi ha fatto luce su come i cambiamenti cardiovascolari indotti dallo stress siano controllati dal cervello.
Stress e malattie cardiovascolari
Il rischio cardiovascolare è influenzato in modo significativo da fattori legati allo stile di vita quali il fumo di sigaretta, il consumo eccessivo di alcol, un’alimentazione non salutare e un’attività fisica insufficiente. Questo rischio dipende anche da fattori fisiologici, tra cui la pressione arteriosa elevata e alti livelli di colesterolo e di glucosio nel sangue.
Nel tempo anche lo stress è stato riconosciuto come un fattore che può nuocere al cuore.
Definire i fattori psicologici che sembrano avere un ruolo significativo nello sviluppo di una malattia cardiovascolare, nella sua progressione e nella riabilitazione dei pazienti può aiutare a intervenire al meglio in questo contesto. Altrettanto importante è comprendere i meccanismi coinvolti per poter strutturare programmi di prevenzione e di cura più efficaci.
Cuore e cervello
Per cercare di comprendere i meccanismi coinvolti a livello del sistema nervoso nelle risposte cardiovascolari indotte dallo stress, un gruppo di ricercatori giapponesi si è concentrato su una particolare regione cerebrale, l’abenula laterale, che si attiva in risposta allo stress.
Attraverso esperimenti sui ratti, gli studiosi hanno visto che l’attivazione dell’abenula laterale causa un aumento della pressione sanguigna e una riduzione della frequenza cardiaca. Inoltre, è stato osservato che questi cambiamenti cardiovascolari sono mediati da neuroni, presenti in una regione alla base del cervello denominata area tegmentale ventrale, che rilasciano il neurotrasmettitore dopamina.
Bloccando con farmaci specifici la trasmissione nervosa mediata dalla dopamina, o l’attività stessa dell’area tegmentale ventrale dei ratti, sono state soppresse le alterazioni della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca indotte dall’attivazione dell’abenula laterale.
Secondo i ricercatori giapponesi, ulteriori ricerche in questo ambito potrebbero consentire una migliore comprensione dei cambiamenti comportamentali indotti dallo stress.